I fiumi di Torino

Dora
La dora è il fiume al femminile di Torino: impetuosa, imprevedibile, industriosa.
Le sue acque scorrono veloci e turbolente e con esse, dal Settecento, scorre la linfa vitale della nascente industria torinese. Tutta la forza delle montagne della Valle di Susa arriva concentrata nelle acque della Dora e viene poi convogliata nei macchinari produttivi, soprattutto delle fabbriche tessili e conciarie. Alla corrente del fiume si sostituisce poi la corrente elettrica e la Dora da forza motrice passa ad essere nient'altro che una discarica. È questo il periodo di insediamento sulle sue sponde di alcune tra le più importanti fabbriche torinesi: le Ferrerie FIAT, la Michelin, la Savigliano e la Paracchi. L'umiliazione della Dora, che deve subire addirittura l'interramento di un tratto, prosegue fino ai primi anni Novanta.
E oggi? La Dora scorre vigorosa come sempre, in attesa di una nuova identità per la città a cui ha dato tanto.

Stura
Lo Stura al
Parco della Confluenza
Il Parco della Confluenza di Piazza Sofia, che è quasi un tutt'uno con il contiguo Parco Colletta, rappresenta un'importante fuga naturale a ridosso della trafficata periferia nord di Torino. Una vittoria per la partecipazione attiva di chi le borgate le vive quotidianamente e ha lottato per la riqualificazione di un'area che dai tempi della Manifattura Tabacchi era in totale stato di degrado.
Un'oasi di verde che è sì confluenza dei tre fiumi più grandi, Dora, Po e Stura, ma anche e soprattutto area di confluenza di culture e storie diverse. Lo può testimoniare la stragrande varietà etno-culturale del quartiere di Barriera di Milano, a maggior ragione considerando che il più grande campo rom di Torino è proprio a pochi minuti, a ridosso dello Stura.

Po
Il Po e i Murazzi
Il più grande e con cosciuto dei fiumi torinesi lega, nel suo scorrere, molti simboli della città.
Per la Torino by night Po è sinonimo di Murazzi, insieme con la vicinissima piazza Vittorio Veneto un luogo ideale per innescare un dialogo, da giovane a giovane, sul ruolo che diamo al maestoso fiume nella nostra vita di tutti i giorni, o di tutte le notti.
Ma il Po è anche il fijme del Parco del Valentino, il polmone verde del centro città, luogo cardine del rapporto tra cittadini e natura, soprattutto in termini di sport e tempo libero. I numerosi circoli di canottaggio nelle vicinanze sono l'emblema del fiume vissuto direttamente, faccia a faccia.
Sempre nelle vicinanze si trova il molo da cui salpano Valentino e Valentina, i due battelli turistici che accompagnano i visitatori a conoscere la città da un punto di vista diverso dal solito e i torinesi a ricordare altri tempi, in cui la navigazione sul fiume era cruciale per la vita economica della città.

Sangone
Mausoleo della Bela Rosin,
alle porte del Sangone
Il Sangone è il fratello piccolo dei fiumi di Torino. Tecnicamente classificato come torrente, le sue acque subiscono da una parte i capricci stagionali delle nevi a monte che lo alimentano e, dall'altra, soffrono la pesante mano dell'uomo, che le incanala e le devia per l'agricoltura.
Il suo letto, oggi spesso asciutto, non deve però ingannare. Non molto tempo fa il Sangone era il fiume “fuori”, la spiaggia a portata di mano, non troppo lontana ma abbastanza per sentirsi in mezzo alla natura. Un'evasione agognata durante la settimana fatta di turni massacranti in fabbrica e finalmente meritata il sabato e la domenica, come canta Gipo Farassino nella sua Sangon Blues.

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